“Basta che voti!” Va in scena a DIALETTIAMOCI

DSC_0125La Compagnia Teatrale “Fabiano Valenti” di Treia presenterà Basta che vóti!, commedia dialettale in due atti di Fabio Macedoni, per la regia di Francesco Facciolli sabato prossimo 22 novembre, al Teatro Comunale di Caldarola, alle ore 21.30. Si tratterà di un’opera fuori concorso, essendo la medesima compagnia Valenti ad organizzare il festival/rassegna. Già si preannuncia un altro tutto esaurito, così come finora è successo per le prime quattro serate.

“Siamo estremamente soddisfatti di come sta procedendo la stagione – dichiara il sindaco di Caldarola Luca Giuseppetti – e vedere tanti spettatori soddisfatti al termine dello spettacolo è un segnale che ci fa convinti della bontà della rassegna. Mi piace sottolineare la qualtià delle opere che finora abbiamo visto: anche questo un segnale importante che ci conforta sulla scelta della qualità che Dialettiamoci ha voluto sposare fin dalla sua prima edizione”.

Basta che vóti!, alla sua dodicesima replica, racconta la storia, del tutto inventata, di una tornata di elezioni amministrative. Dalle note di regia:

Se votare facesse qualche differenza non ce lo lascerebbero fare” affermava Mark Twain.

Questa storia racconta una competizione elettorale ambientata in una società che comincia a fare fatica a credere nel sistema democratico, che evidenzia alcune criticità ricorrenti, che si è persuasa del distacco fra eletti ed elettori e che “legge” il voto in maniera piuttosto utilitaristica.

L’animale politico, di piccole o grandi dimensioni, fa tutto per i cittadini, lo annuncia senza mezzi termini: pur di essere eletto spende tutte le energie possibili, gioca tutte le sue carte e ricorre a tutti i piccoli artifici per riuscire nell’intento.

Anche la famiglia di questa storia è coinvolta dal ciclone della politica e non si tirerà indietro di fronte agli inviti che le vengono rivolti dalle due liste che concorrono al governo del comune, addirittura ingegnandosi a trovare una soluzione molto bipartisan.

Riecheggiano, nel racconto, momenti di amarcord politica, in un contesto in cui i vecchi partiti storici, insieme ai loro simboli, sono stati abbandonati in favore di bizzarre liste civiche che hanno, sovente, la capacità di confondere l’elettore e soprattutto le sue idee.

Ha ragione Mark Twain e quindi il voto non ha significato oppure c’è ancora da credere che il cittadino possa contare qualcosa? La storia non dà una risposta, solleva solo qualche piccolo dubbio.

La rassegna, organizzata dalla Compagnia Fabiano Valenti, è sostenuta dalla Regione Marche, dai 5Comuni (Belforte del Chienti, Camporotondo di Fiastrone, Caldarola, Cessapalombo e Serrapetrona), dalla Regione Marche, dalla Comunità Montana dei Monti Azzurri e dagli sponsor Banca Marche, Oro della Terra, Infissi Design, Libreria Del Monte e Albani Divani e Poltrone. Ha il patrocinio della Provincia di Macerata, delle due Università di Camerino e Macerata e della UILT (Unione Italiana Libero Teatro).

Prossima serata di sabato 29 novembre il Gruppo dell’Arco Fermano presenta la commedia in due atti Antò Mezzudente (La Generala), di Vincenzo Cenciarelli, per la regia di Marco Andrenacci. Biglietti a 5 €; apertura della biglietteria alle 19.

 

Contenuto inserito il 21/11/2014
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